Arte in fiera
Inaugurazione 25 Ottobre 2003 ore 18:30
Museo Archeologico “Antiquarium Pitinum Mergens”
Questa mostra è un omaggio al mio maestro.

“A Luigi Montanarini”

Non saprei cosa scegliere
se un rinnovato mefistofele
mi ponesse il dubbio
tra fanciullezza e vecchiaia,
tra astrazione ed empatia.
Rimarrei sospeso
al giudizio e alla sorte
come un Edipo al seno
della madre terra o
un Amieto al cielo
            Luigi Campanelli

 

Daedalus
Mostra personale di
Luigi Campanelli
a cura di
Ada Lombardi
Abbazia di S.Vicenzo, Acqualagna (PU)
dal 20 luglio al 20 settembre 2002

L’offerta dell’arte
La personale di Luigi Campanelli riconduce l’arte in una sua antica collocazione, ruolo e funzione. Distogliendola, occasionalmente, dalla sua abituate sede e funzione cittadina. Abituale nel senso effimero diffuso ormai dall’urbanizzazione delle grandi megalopoli, a cui la maggior parte di noi è sottoposta. In effetti il continuo sfruttamento funzionale e cambiamento temporale imposto dalla società odierna ci ha abituati ad ancorarci ad una dimensione del presente-quotidiano, scandito dall’informazione, In questo arco di tempo ristretto, l’arte è costretta a un confronto frenetico e al continuo cambiamento. Ecco che inserirla nuovamente in un’architettura sacra fa cambiare improvvisamente rotta e impone ripensamenti. Ciò accade al fruitore, e in parte forse all’autore. In parte perché Luigi Campanelli è nato in questi luoghi; è il rapporto con il tempo antico del paesaggio, di questa Abbazia, degli amici e dei parenti discendenti da antiche genti, dai tratti somatici che tradiscono ancora il loro passaggio, che lo ha portato a pensare ad un’arte primigènia, non cittadina ma antropologica e archetipìca. Non è un caso che si sia rivolto all’astrattismo, che fin dai suoi esordi nell’inizio del secolo scorso, ha espresso una precisa volontà di superamento dei condizionamenti storici imposti dalla rappresentazione del reale, o comunque dai legami dell’arte con la realtà, L’arte astratta di Luigi Campanelli articola tutti gli elementi posti in gioco dall’astrattismo, si confronta con loro e pone una propria formula di contrazione formale interessantissima. Inoltre si tratta di una pittura, la sua, che rivendica il diritto di esprimersi attraverso dei valori plastici, a “farsi” anche scultura, evocando una tradizione di chiara fama che da Cézanne tocca i più importanti autori del Novecento (Picasso, Braque, De Chirico, Savinio, Carrà, Morandi, ecc,) fino ai più giovani astrattisti come l’irlandese Sean Scully. Perché questa pittura si è calata nel silenzio dell’Abbazia di 5. Vincenzo? Per creare ascolto. Così come questa chiesa sorta, come ci insegna la storia, su un tempio pagano, da sempre si erige come offerta a Dio, la pittura contemporanea dell’autore è una chiara offerta all’uomo. A un uomo del futuro, un uomo che sarà, un uomo nuovo che stiamo già aspettando, che da predatore del tempo, annidato in città, divoratore insaziabile di risorse, si trasformerà in equilibrio, forma minimale capace di convivere con lo spazio e con il tempo, in armonia con l’infinito. Come questa pittura che aleggia in simbiosi con le linee minimali dell’architettura offerta a Dio.
                                                                                                                                                          Ada Lombardi